Quando lo sconfitto non ha perso. Una tale valutazione non incontrerebbe certo il favore di Matteo Berrettini: la considererebbe vuota retorica, nonché un’assai magra consolazione. Eppure l’incontro – mercoledì sera, secondo turno di Wimbledon, vinto da Jannik Sinner – al di là della fredda statistica, si è rivestito di un’ineffabile magia. Un incontro che ha…
