Punta sul contrasto lo scrittore Massimo Bontempelli, un contrasto illuminante, per definire compiutamente il significato dell’arte di Luigi Pirandello. “Si affacciò anima candida alla vita e all’intelligenza delle cose – afferma – in uno dei tempi meno candidi che si possano immaginare”. L’ultimo quarto dell’Ottocento, infatti, rappresentò una temperie in cui “la qualità principale era…
Author: Gabriele
Pirandello e l’amletismo
Sono ancora numerosi gli enigmi da sciogliere riguardo all’opera di Luigi Pirandello, sottolinea Corrado Alvaro nell’articolo pubblicato sulla rivista “La nuova antologia” e redatto in occasione del conferimento del premio Nobel per la letteratura (1934) allo scrittore siciliano. “Non è chiara – rileva – la trasmutazione dei valori nell’arte pirandelliana, come pure non è chiara…
Natalia Ginzburg tra l’arcano e il prodigio
Quando Natalia Ginzburg era ancora alle prime armi, nella sua prosa si avvertiva immancabilmente “la pulsazione del vero”: un pulsare fugace, anzi “fugacissimo”, ma sufficiente – rileva lo scrittore Silvio Benco – a conferire al serrato tessuto narrativo spessore umano e ispirazione morale. Superata la fasa iniziale della parabola artistica, questa caratteristica si andò sempre…
Grazia Deledda e la bonaccia
Morì nel pieno dell’estate, Grazia Deledda, il 15 agosto 1936. L’ultima raccolta di novelle fu pubblicata nel 1933 e s’intitola “Sole d’estate”. Un filo simbolico lega e suggella, dunque, il destino – umano e letterario – del premio Nobel, nel segno di una stagione i cui umori e sapori hanno pervaso e innervato le sue…
Carolina Invernizio e il romanzo senza orpelli
Strenua e accorata è la difesa, da “attacchi inconsulti”, di Carolina Invernizio imbastita da Giovanni Papini. “Amori maledetti”, “Cuore di operaio”, “Il delitto della contessa”, “Bacio di una morta” sono tra le opere principali della scrittrice, popolare autrice di romanzi di appendice tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Eppure questa popolarità non ha…
Ariosto e la criniera di Pegaso
Un eccellente “studioso di gabinetto” è definito Ariosto dall’arguta e sbrigliata penna di Giovanni Papini. Nell’autore dell’”Orlando furioso” lo scrittore e saggista riconosce un umanista colto che “nella memoria vivace aveva a disposizione un repertorio ben fornito di modi e paragoni”. Come una macchina “senziente e scrivente”, che può esprimere e adornare tutti i temi…
Camus e il tagliatore di teste
Alcune importanti e solenni affermazioni di Camus hanno attirato gli strali di una falange di benpensanti che gli hanno contestato “un buonismo di maniera”, nel segno di una facile moralismo ammannito “a buon mercato”. Nel discorso tenuto per il conferimento del premio Nobel per la letteratura, dichiara: “Noi scrittori del XX secolo non saremo più…
Camus e l’innocenza perduta
Sebbene faccia riferimento a Kierkegard, a Jaspers e a Heidegger, Camus “non è un esistenzialista”. E’ categorico Sartre nel negare al connazionale il diritto di appartenenza alla corrente filosofica e letteraria di cui egli fu uno dei maggiori esponenti. Camus è piuttosto “un classico, un mediterraneo”. La sua è una filosofia dell’assurdo, il quale nasce…
Gadda e la ciambella di salvataggio
E’ dai tempi di Dante, Petrarca e Boccaccio che si punta alla “terna vincente” in letteratura. Sembra ora venuto il momento per un’altra congiuntura simile, unendo Gadda a Svevo e a Pirandello in qualità di maggiori narratori italiani del Novecento. Nel collocarlo sul podio, il critico Walter Pedullà, in un saggio, sottolinea che nella narrativa…
Camus e il cielo di Vicenza
Era stato a Parigi, poi a Vienna, quindi giunse in Italia, Albert Camus che definisce il bel Paese “terra fatta secondo la mia anima”. Nella raccolta di saggi “Il rovescio e il diritto” lo scrittore francese parla di “piazze piene d’ombra delle piccole città italiane”, di ore meridiane “quando i colombi cercano un riparo con…
