Prima i personaggi, poi l’intreccio, e a seguire l’ambiente. Sulla base di questo principio strutturale, nel segno di una precisa gerarchia di priorità, è costruita la narrativa dello scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James. Una narrativa intessuta di celebri romanzi, da “Roderick Hudson” (1875) a “The American” (1877), da “The Portrait of a Lady” a…
Flaubert e i germi del capolavoro
Mentre era impegnato, con una vulcanica profusione di energie, nella stesura di “Madame Bovary” (il capolavoro richiese cinque anni di lavoro), Flaubert, sebbene prostrato da tale cimento, sentiva albergare in sé un gratificante senso di libertà, una sorta di “infatuazione del cuore”, così la definì egli stesso. In una lettera dichiarò che scrivere è “una…
Ruskin e l’elogio di Tintoretto
Le opere di Tintoretto sono come una rivelazione. Secondo i criteri di giudizio della critica d’arte ufficiale, Michelangelo, Tiziano e Raffaello rappresentano l’eccellenza nel sedicesimo secolo. Tuttavia, negli ultimi quattro secoli la critica ha gradualmente rivalutato la sua produzione, chiedendosi se anche lui non sia da mettere alla stessa stregua dei tre “giganti”. Lo scrittore…
Poirot, Hitler e il “Times”
Lungimiranza inquietante. Erano gli anni Trenta quando Agatha Christie scriveva uno dei gialli meno noti ma (a volte succede) più belli “Black coffee” (Caffè nero). All’inizio del racconto viene descritta la mattinata condotta – all’insegna dell’ozio e di una fastidiosa noia in mancanza di casi di omicidio in cui impegnare le proprie cellule grigie –…
Henry James e le mille finestre
Alla base della teoria del romanzo elaborata dallo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James c’è il concetto della fondamentale interdipendenza tra l’autore e la sua cultura. Tale impostazione è forgiata, in larga misura, dall’esperienza stessa di James, in qualità di scrittore alla ricerca di soggetti e contenuti non nella sua terra natia, ma all’estero. In…
Dickens e il processo “spauracchio”
Le frecce nell’arco di Charlens Dickens, intinte nel veleno di una polemica corrosiva, vengono scagliate – e la mira risulta precisa – contro la goffa lentezza dei processi nell’ambito dell’ordinamento giudiziario britannico all’inizio del romanzo “Casa desolata”. Lo scrittore pone come bersaglio la causa “Jarndyce contro Jarndyce”, mai risolta, e ora “più secca di una…
Robespierre e il boia
Prima no, poi sì. Fece un clamoroso voltafaccia Maximilien de Robespierre riguardo alla pena di morte. Uno dei protagonisti della Rivoluzione francese e tra i padri della prima Repubblica, l’”Incorruttibile” assunse, nel periodo del Terrore, la guida indiscussa della Francia. La sua discontinua e nervosa parabola politica fu contraddistinta – a motivo della cosiddetta e…
Proust e il sabato
C’è un giorno della settimana, ne “Alla ricerca del tempo perduto”, che riveste un ruolo speciale sia il giovane Proust sia per l’intero ed esteso parentado: questo giorno è il sabato. In tale scorcio di memoria campeggia la figura della zia Léonie, il cui “tran tran quotidiano non subiva mai alcuna variazione”, al di fuori…
Giorgione e il tonalismo
E’ sufficiente un arco, tracciato nitidamente nella tela, per creare una suggestiva impressione di profondità: all’interno di questa prospettiva s’inseriscono, nel segno di un nucleo compatto, Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù. Un’atmosfera di raccolta e toccante tenerezza caratterizza il quadro di Giorgione “Sacra Famiglia Benson”, realizzato nel 1500. In una modesta capanna spicca la…
Zola e il rospo
“Mi chiedo se ci sarà mai un giorno in cui Zola non sarà più un punto interrogativo e sarà, invece, un punto esclamativo, intorno al quale la critica, avendo smesso di divergere nel valutare la sua opera, si adunerà sostanzialmente pacificata e concorde”: la questione posta dal critico letterario statunitense, William Dean Howells, esprime con…
