Un’attenzione particolare è riservata da Friedrich Nietzsche alla retorica. In un corso universitario tenuto nell’inverno del 1872, il filosofo e filologo tedesco esprime riguardo ad essa un giudizio già consolidato da oltre un secolo e mezzo, ma al contempo propone una nuova strada. “Lo sviluppo straordinario della retorica costituisce una delle differenze specifiche tra antichi…
Alvaro e Babel il fallito
Insieme con “Rubè” di Giuseppe Antonio Borgese, “L’uomo nel labirinto” di Corrado Alvaro costituisce una prima, significativa rappresentazione di quella crisi postbellica che stava acquistando un ruolo preminente nella narrativa europea e che, in Italia, avrebbe trovato in Alberto Moravia il suo più eminente ritrattista. Protagonista assoluto del romanzo è Sebastiano Babel: attorno a lui…
L’uso del “come” in D’Annunzio e in Alvaro
Un periodare spesso ellittico – punteggiato da improvvisi anacoluti e da inflessioni volutamente trasandate del parlato – caratterizza nevralgici aspetti della prosa di Corrado Alvaro. Lo scrittore calabrese intendeva restare lontano da un tono discorsivo e immediato per concentrarsi sulla costruzione di un tessuto narrativo percorso da venature liriche e screziato da un acceso impressionismo…
Il profumo della zagara
Senso di appartenenza e sradicamento sono i veri protagonisti de “Il profumo della zagara”, romanzo d’esordio di Raffaele Scuderi, medico ginecologo originario di Palermo, da anni impegnato nella difesa e nella promozione della salute della donna. In apertura del libro, in una sorta di dichiarazione di intenti, l’autore afferma: “Non so cosa possa significare per…
Pirandello e la nascita del personaggio
Nella narrativa di Pirandello muore la persona e nasce il personaggio. Questo scenario è magistralmente descritto ne “Il fu Mattia Pascal”, romanzo incentrato sull’identità perduta, sul dissolvimento dell’io empirico che non si riconosce più nella tradizionale e consolidata trama delle relazioni familiari e sociali. Al contempo l’opera celebra la nascita del personaggio in virtù del…
Thomas Mann e l’antinaturalismo
Vivere, sentenziava Henrik Ibsen, significa lottare all’interno del proprio io contro i fantasmi dei poteri oscuri e scrivere significa mettere sotto processo i lacerti più reconditi della propria personalità. In un saggio dedicato a Thomas Mann, il critico ungherese Gyorgy Lukacs si richiama ad un’illuminante affermazione del drammaturgo norvegese giudicandola funzionale per decifrare l’universo umano…
Manzoni e i due rovelli
La parabola letteraria di Manzoni si svolge sotto il segno di un doppio rovello: l’ansia di una verità assoluta della quale farsi paladino e la consapevolezza della resistenza che la realtà empirica frappone al disegno di illuminare criticamente il dato oggettivo e quindi orientarlo verso un fine di progresso. Di conseguenza – rileva in un…
Natalia Ginzburg e il mestiere di scrivere
Sul mestiere di scrivere Natalia Ginzburg offre un’acuta e illuminante riflessione. “Penso – afferma – che mi sia accaduto più volte di formulare pensieri riguardo alle strane condizioni di spirito in cui vive oggi lo scrittore. Esse certo non sono diverse dalle condizioni di spirito in cui tutti oggi vivono, ma forse lo scrittore è…
De Sanctis, Carducci e il dialetto
Si deve a Francesco de Sanctis la vibrante esortazione ad occuparsi delle letterature regionali nell’ambito del processo di unità dell’Italia. Care furono, al critico irpino, le dinamiche e le implicazioni legate all’oculato uso del dialetto. Nel saggio (1879) sullo scrittore francese Emile Zola, così scrive: “Quali sono le forme di questa arte nuova? Non più…
Bassani e il dolore non medicato
Non è certo difficile trovare, nella narrativa del Novecento, pagine intrise di cupa malinconia e con accenti di rassegnata disperazione. Pagine che, generalmente, si configurano come il punto di arrivo di un doloroso e travagliato scandaglio interiore: di conseguenza, esse si collocano non prima della metà di un’opera, le cui fasi iniziali tendono a svolgere…
