Il dipinto “La danza nuziale” (1566) di Brueghel il Vecchio rappresenta la prima raffigurazione relativa a questo soggetto: precede di poco, infatti, il “Banchetto nuziale” (1566) e la “Danza di contadini” (1567). La composizione che, di primo acchito, potrebbe risultare oltremodo dinamica, se non confusionaria, è in realtà scandita con studiata armonia. I personaggi sono per lo più divisi in coppie. Ballano alzando le braccia verso il cielo. A destra della tela è collocato, ritratto di profilo, un uomo panciuto: suona la cornamusa mentre una coppia poco distante si scambia un bacio in mezzo alla folla danzante. “La danza nuziale” testimonia quanto l’artista olandese fosse affascinato dalle attività della vita agreste della sua terra natale e quanto si divertisse nel mostrarne il carattere sfrenato. A ritmare le danze, oltre alla cornamusa, contribuivano anche appassionati baci e ripetuti brindisi. La scena manca di un centro focale e si proietta in profondità: si ha così l’impressione che le persone partecipanti alle danze siano ancora più numerose. I colori dominanti sono quelli caldi del rosso e dei bruni, alternati al bianco, quasi abbagliante, delle cuffie e dei grembiuli delle donne. Una particolarità del dipinto risiede nel fatto che nonostante sia esso popolato da un gran numero di soggetti, latita un solido nesso di comunicabilità tra loro. Ciascuno è preso dalla frenesia della danza, vissuta e goduta nel proprio singolo universo. A mediare tale incomunicabilità è il bacio, che almeno unisce e suggella l’unione di una coppia. La tavola venne acquistata sul mercato antiquario inglese nel 1930 in cattive condizioni e fu considerata una copia fino al restauro, del 1941, che ne confermò invece l’originalità.
