Prima i personaggi, poi l’intreccio, e a seguire l’ambiente. Sulla base di questo principio strutturale, nel segno di una precisa gerarchia di priorità, è costruita la narrativa dello scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James. Una narrativa intessuta di celebri romanzi, da “Roderick Hudson” (1875) a “The American” (1877), da “The Portrait of a Lady” a…
Month: February 2026
Flaubert e i germi del capolavoro
Mentre era impegnato, con una vulcanica profusione di energie, nella stesura di “Madame Bovary” (il capolavoro richiese cinque anni di lavoro), Flaubert, sebbene prostrato da tale cimento, sentiva albergare in sé un gratificante senso di libertà, una sorta di “infatuazione del cuore”, così la definì egli stesso. In una lettera dichiarò che scrivere è “una…
Ruskin e l’elogio di Tintoretto
Le opere di Tintoretto sono come una rivelazione. Secondo i criteri di giudizio della critica d’arte ufficiale, Michelangelo, Tiziano e Raffaello rappresentano l’eccellenza nel sedicesimo secolo. Tuttavia, negli ultimi quattro secoli la critica ha gradualmente rivalutato la sua produzione, chiedendosi se anche lui non sia da mettere alla stessa stregua dei tre “giganti”. Lo scrittore…
Poirot, Hitler e il “Times”
Lungimiranza inquietante. Erano gli anni Trenta quando Agatha Christie scriveva uno dei gialli meno noti ma (a volte succede) più belli “Black coffee” (Caffè nero). All’inizio del racconto viene descritta la mattinata condotta – all’insegna dell’ozio e di una fastidiosa noia in mancanza di casi di omicidio in cui impegnare le proprie cellule grigie –…
Henry James e le mille finestre
Alla base della teoria del romanzo elaborata dallo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James c’è il concetto della fondamentale interdipendenza tra l’autore e la sua cultura. Tale impostazione è forgiata, in larga misura, dall’esperienza stessa di James, in qualità di scrittore alla ricerca di soggetti e contenuti non nella sua terra natia, ma all’estero. In…
