Mentre era impegnato, con una vulcanica profusione di energie, nella stesura di “Madame Bovary” (il capolavoro richiese cinque anni di lavoro), Flaubert, sebbene prostrato da tale cimento, sentiva albergare in sé un gratificante senso di libertà, una sorta di “infatuazione del cuore”, così la definì egli stesso. In una lettera dichiarò che scrivere è “una…
