“Mi chiedo se ci sarà mai un giorno in cui Zola non sarà più un punto interrogativo e sarà, invece, un punto esclamativo, intorno al quale la critica, avendo smesso di divergere nel valutare la sua opera, si adunerà sostanzialmente pacificata e concorde”: la questione posta dal critico letterario statunitense, William Dean Howells, esprime con…
Category: Letteratura
Corrado Alvaro e l’elogio delle donne
E’ un elogio delle donne commosso e commovente quello tessuto da Corrado Alvaro nel libro di saggi “Il nostro tempo e la speranza” (1952). Entro gli augusti confini della prosa d’arte, lo scrittore calabrese elabora un linguaggio elegante e calibrato – senza mai cedere alla lusinga di arabeschi estetizzanti – in virtù del quale celebra…
De Sanctis tra morale ed arte
Il critico letterario Francesco De Sanctis non ha mai elaborato un pensiero intellettuale e filosofico sistematico. Ha preferito disseminare i suoi scritti di concetti fulminei e fulminanti, illuminati e illuminanti, espressione di un’analisi sempre lucida e incisiva, che bandisce tentennanti chiaroscuri e sfocate gradazioni di giudizio. Questa visione detta dunque affermazioni lapidarie, senza sbavature. Significativa,…
Schiller e l’individualismo
Caustica è la valutazione di Francesco De Sanctis riguardo all’individualismo. “Noi assistiamo ansiosi – scrive – ai suoi funesti effetti sulla scienza, sull’arte, sulla politica”. E i frutti dell’individualismo si manifestano come scetticismo nella scienza, soggettivismo nell’arte, anarchia in politica. Nel suo saggio su Friedrich Schiller, il critico afferma che è proprio l’individualismo a costituire…
Carducci e gli “Inni sacri” giù dalla finestra
C’è chi addirittura sostiene che “il discorso di Lecco” non sia mai stato pronunciato da Carducci. Certo è che allora esso – pur sospeso tra realtà e immaginazione – fu sentito dai contemporanei come una ritrattazione di oltre trent’anni di critiche, anche roventi, a Manzoni. Il poeta toscano avrebbe definito una “leggenda” la fama legata…
Baudelaire ed Eliot
Più di mezzo secolo separa Baudelaire ed Eliot, eppure essi condividono valori e pensieri. “Sembrano coetanei” osserva, in un saggio, il critico letterario Wallace Fowlie. Entrambi hanno riconosciuto nell’immaginazione la più nobile facoltà dell’uomo. Ciascuno, nella propria epoca, ha dato un pronunciato rilievo alle “fondamenta” su cui basare e costruire il lavoro poetico: l’analisi, la…
Gadda, l’ingegnere
Non è ricordata certo con passione, da Carlo Emilio Gadda, la sua formazione presso il Politecnico di Milano, tanto da essere definita “una zimarra infilata a furia, nel buio degli anni”. Eppure gli studi ingegneria avrebbero esercitato una rilevante influenza sulla sua narrativa. Lo scrittore, tuttavia, manifestava, al contempo, l’orgoglio per il lavoro svolto nel…
Victor Hugo, “lo scultore greco”
Nel discettare di intuizione creativa e di immaginazione, Francesco De Sanctis così scrive dell’autore de “I miserabili”: “Victor Hugo gira intorno alla forma, la prende da varie parti, accumula gli accessori, sciupa i colori, stanca la memoria e la fantasia del lettore. E’ un torrente straripato che non sa più arrestarsi”. Ha dunque coraggio di…
Madame Bovary alla sbarra
A rendere popolare “Madame Bovary” contribuì, e non poco, la censura. Contro quest’opera, rea di ledere “decenza e decoro”, secondo la rigida (e formalista) morale borghese si era scagliata l’autorità pubblica. Gustave Flaubert, di fronte a questo scenario, rimase “impietrito”, come egli stesse ebbe a dire: non avrebbe mai pensato che la tragica vicenda della…
Monti e lo scheletro del Colosseo
Nella lettera del 26 marzo 1805 Vincenzo Monti consegna questa confidenza alla baronessa de Stael: “La prima volta che io vidi lo scheletro del Colosseo i miei occhi si riempirono di lacrime e mi nascondeva ai viventi per conversare coi morti e calcava con riverenza la polvere impressa un giorno dai piedi di Cesare e…
