Realizzato da Canaletto nel 1730, “San Giuseppe di Castello” rappresenta la piazza ancora in fase di realizzazione con i materiali da costruzione depositati ovunque. In primo piano, figure isolate stanno lavorando alla scalinata dell’approdo. Hanno la schiena rivolta allo spettatore e sono in piedi nella scarsa acqua rimasta nel canale, sottratta per consentire l’esecuzione dei lavori. In questo quadro è possibile riconoscere alcuni edifici, fra i quali l’antica chiesa dedicata a San Nicolò (demolita nel 1807), situati dove, nel corso del primo Ottocento, vennero progettati da Giannantonio Selva i Giardini napoleonici. Le due chiese, sulla destra della composizione, assolvono alla funzione di dare profondità alla piazza: sono poste sulla stessa linea di fuga, ma le dimensioni differenti sottolineano la distanza che intercorre tra il secondo edificio e lo spettatore. Per evidenziare la fuga dell’occhio verso il centro della tela, Canaletto ha disposto tutti i tronchi nella stessa direzione, ottenendo così la necessaria illusione prospettica. Una luce, moderatamente intensa, illumina il cantiere del campo, lasciando in ombra soltanto una piccola zona di piazza sul fondo e una parte della facciata della seconda chiesa. Il dipinto venne acquistato a Venezia dall’ultimo duca di Buckingham, verso la metà dell’Ottocento, insieme ad altre vedute dalla città firmare da Canaletto. Dopo la sua morte i dipinti passarono alla collezione Harvey, in Inghilterra, per fare ritorno in Italia intorno alla metà del Novecento.
