Diversamente datato (tra il 1875 e il 1877) “Giovane donna con veletta” di Renoir, tra i massimi esponenti dell’Impressionismo, ritrae una figura femminile di profilo che rivolge lo sguardo, intriso di timidezza, verso un punto ignoto allo spettatore: un punto che si perde sul fondo scuro dell’opera. Il velo che con serica delicatezza avvolge il volto della donna sembra a suo modo simboleggiare l’intimità della scena. Le linee compositive del dipinto corrispondono ad uno schema geometrico impostato sul taglio verticale che separa lo sfondo in due zone cromaticamente distinte: al contempo, in primo piano lo scialle della donna forma un triangolo, a scacchi gialli e neri. L’opera è priva di profondità spaziale. Ad eccezione delle mani, il soggetto – di cui si apprezza in particolare la morbida grazia della posa – sembra una superficie piatta e fra gli agili tocchi con cui Renoir alleggerisce lo sfondo del dipinto traspare la superficie grezza della tela. L’artista francese non cerca di creare un’illusione ottica: il dipinto è infatti trattato come una superficie piatta su cui egli stende i colori secondo equilibri e contrasti interni alla composizione. Renoir, in piena conformità al dettato impressionista, non è interessato alla resa realistica del soggetto, ma allo studio della luce e dei colori nelle loro frizioni e nelle loro armonie, nonché nel loro cangiante riflettersi sulle figure umane e sugli oggetti inanimati.
