Nelle prime pagine dello “Zibaldone”, risalenti al gennaio 1820, Leopardi scrive che l’uomo, “buon per natura”, si guasta “nella società”. Questo pensiero echeggia Rousseau, secondo cui l’individuo che non vive secondo natura è un essere “corrotto”. Nel momento in cui vergava la postilla zibaldoniana, il poeta non aveva ancora un’esperienza del mondo. La sua polemica…
