Al termine di una lotta impari, della bontà non rimangono che frammenti. Eppure sono questi frammenti a resistere all’urto delle forze ostili e ad illuminare il cosmo, altrimenti destinato a precipitare nel vuoto e a brancolare nel buio. Ne “L’idiota” (1869), Fedor Dostoevskij intende rappresentare, come egli stesso dichiarò, “un uomo positivamente buono, un Cristo…
