Morì a soli ventotto anni Isaak von Ostade, pittore olandese vissuto nel Seicento. Tuttavia, nel breve arco della sua esistenza si rivelò un artista molto prolifico, attento ai diversi aspetti della società del tempo. In questo scenario si inseriscono le questioni legate alla metodologia di insegnamento nelle scuole, allora vivamente dibattute: in particolare si insisteva sull’esigenza di formare gli alunni alla lettura, pratica fondamentale, eppure ampiamente trascurata, come lamentato da documenti dell’epoca. Non è un caso dunque che nel quadro “Scuola del villaggio” (1642) l’artista richiami con forza l’importanza rivestita dai libri: richiamo reso evidente dai discenti raffigurati nella tela, tutti immancabilmente assorbiti nella lettura. Di conseguenza la composizione viene ad assumere anche il valore di un manifesto di sana propaganda, con il dichiarato intento di sensibilizzare sia le autorità accademiche sia i genitori degli alunni ai principi fondanti una corretta formazione culturale. La tela è caratterizzata da una briosa vivacità, cui contribuisce la folta presenza di scolari, sul cui capo veglia, diligentemente, il maestro. La dinamicità è apprezzabile nonostante i numerosi soggetti siano statici, proprio perché colti nell’atto, eminentemente immobile, della lettura. I colori pastosi – la tavolozza privilegia l’uso del marrone scuro e chiaro cui si accompagnano rapide pennellate di verde e di rosso – conferisce al quadro un’atmosfera calorosa e accogliente, propedeutica ad un efficace impegno di apprendimento e di studio.
