Non solo narratore brillante ed arguto, ma anche saggista, perspicace e illuminante. Italo Calvino, uno dei più illustri intellettuali del secondo Novecento, era stato soprannominato “lo scoiattolo della penna” per rimarcare la sua vertiginosa velocità di esecuzione: con quella penna ha vergato pagine di critica letteraria di eccellente qualità, riscontrabile, con vigorosa evidenza, anzitutto nelle…
Author: Gabriele
Alfieri tra Giacomo e il conte Monaldo
Si misura anche sul giudizio riguardo ad Alfieri la differenza che separava Leopardi dal padre, il conte Monaldo. Nelle lettere il poeta lo definisce “sommo italiano”, nonché “mio Alfieri”. Su Leopardi esercitava un potente fascino il linguaggio appassionato del poeta piemontese, quando questi si diceva animato da “sviscerato amor di patria”, come pure sul recanatese…
Montaigne e la guerra
Nell’invitare i parlamentari ad essere cauti nelle trattative con i nemici, diffidando della loro dichiarata realtà, Montaigne adduce l’esempio di Lucio Marcio, legato dei Romani. Questi, nella guerra contro Perseo, re di Macedonia, volendo guadagnare il tempo necessario per mettere a punto il suo esercito, formulò ingannevoli proposte di accordo. Lasciandosi irretire da tali proposte,…
Verga e Capuana, arte e coscienza
Colleghi, e anche amici, Giovanni Verga e Luigi Capuana, nell’ambito della narrativa verista, hanno rappresentato un nucleo indissolubile. Eppure, all’interno di un ferreo sodalizio, umano e letterario, è dato di scorgere tra loro significative differenze, sebbene sfumate dal comune intento di rappresentare quel leopardiano “arido vero” con rigore di analisi e disciplina di forma. Nell’investigare…
Manzoni, Leopardi e la “serata memoranda”
Dalle cronache del tempo fu definita una “serata memoranda”. Non si può che convenirne poiché a Firenze, quel 3 settembre 1827, su iniziativa dell’editore Giampietro Vieusseux, si incontrarono Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi. Una primizia. Erano presenti altri letterati illustri e in quell’augusta occasione, rilevarono sempre le cronache del tempo, fu dato di registrare qua…
Verga, Carducci e l’aristocrazia della forma
Mentre Verga emancipava la vivacità parlata della sintassi e rivendicava la dignità della parola nuda, Carducci restaurava l’aristocrazia della forma, indebolita dai romantici, miranti a ledere l’aulicità dei costrutti pur restando aulici nel gusto e nel sentire. Al contempo Carducci rinnovava l’onore dell’alta cultura e suscitava una meditata consapevolezza delle tradizioni italiche, cementando l’unità politica…
Il surrealismo e la bianca tovaglia
Bandire la logica spicciola per rivendicare i diritti dell’immaginazione. Fu nel segno della valorizzazione della componente alogica che venne redatto il primo manifesto del surrealismo (1924). Il massimo esponente di questo movimento artistico e letterario d’avanguardia fu il poeta André Breton che, impregnato del magistero di Freud, perseguiva l’obiettivo di esprimere “una realtà superiore” rivelando…
Guercino e il figliol prodigo
Il cardinale Jacopo Serra, Legato di Ferrara dal 1616 al 1623, rimase colpito dal quadro che Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, aveva sottoposto alla sua attenzione. Il dipinto, raffigurante il “Ritorno del figliol prodigo” fu definito “bellissimo” dal porporato. Questa valutazione rappresentò una svolta nella carriera dell’artista: da allora, infatti, il cardinale Serra lo convocò…
Manzoni, più intuito che compreso
La grandezza dei “Promessi sposi” si comprende con una considerazione sintetica della loro fisionomia, dove si rispecchia uno spirito che ha conquistato, in un silenzioso travaglio, una perfetta unità. E’ l’elogio tessuto dal critico Attilio Momigliano il quale sottolinea che il romanzo costituisce la “forma ultima” a cui è giunto lo spirito dello scrittore, nonché…
L’eco straziante del “Giuramento degli Orazi”
Quando il “Giuramento degli Orazi” fu esposto a Roma, dove Jacques-Louis David l’aveva dipinto, il corrispondente romano del “Teutscher Merkur” così descrisse nel suo articolo del 16 agosto 1785 il successo che il quadro ottenne: “Nella storia dell’arte non si conosce alcun quadro che abbia suscitato uno scalpore paragonabile a quello suscitato dall’apparire di quest’opera….
