E’ considerato il suo capolavoro, “L’isola dei morti” di Arnold Bocklin, esponenti di spicco del Simbolismo, che recuperò l’eredità del Romanticismo tedesco, sviluppando uno stile colto e carico di riferimenti letterari. L’artista svizzero realizzò questo dipinto in diverse versioni tra il 1880 e il 1886. Così descrisse l’opera: “Un’immagine onirica. Essa deve produrre un tale…
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Mary Cassatt e la maternità al di là dei pregiudizi
Una sorta di rivoluzione. Nel Settecento e nell’Ottocento gli artisti maschi dipingevano il tema della maternità con riluttanza, quasi con un certo fastidio. Mamma e prole erano per lo più collocati sullo sfondo del quadro, come a voler rispettare l’etichetta (che voleva che questi soggetti fossero presenti nella tela in quanto figure obiettive della realtà…
Il giardino di Klee
Partendo dal dato obiettivo, Paul Klee – questa la cifra della sua narrativa pittorica – ne amplifica le potenzialità, dando così vita non solo a mondi e a paesaggi che attingono sia la reale che al fantastico, esplicitando questa sorta di “contraddizione” a livello formale. Ne è prova l’acquerello “Giardino asciutto e fresco” realizzato dall’artista…
Lo studio di Matisse
E’ percorso da una spiccata vena bohèmien il quadro di Matisse intitolato “Studio sotto i tetti” (1903). La tela raffigura lo studio parigino dell’artista, agli inizi del Novecento. Il cavalletto, un piccolo tavolo, una cassa come mobile e una finestra luminosa sono gli elementi che costruiscono il contesto, inserito in una prospettiva che tende ad…
La maschera di Klee
Fu realizzata nel 1924 la “Maschera di giovane attore”, con la quale Paul Klee rende omaggio ai ritratti provenienti dall’arte orientale, come la “Testa maschile” (1906) di Katsushika Hokusai. La maschera, che in realtà è un volto, risulta solcata da fitte rughe. L’opzione di frontalità voluta dall’artista tedesco (con cittadinanza svizzera) marca una variazione dallo…
Le pietre di Ruskin
Ingegno poliedrico segnato da una vena di pazzia. Si specchia in questo profilo la figura dell’inglese John Ruskin, scrittore, pittore, poeta e critico d’arte. Una delle personalità di maggior spicco, denunciò – attraverso l’estetica e il culto del bello – i mali della società industriale. Quando trattava di architettura, faceva riferimento a romanzieri che costruivano…
Turner e il ruscello
Venne esposto alla Royal Academy nel 1815 “Il guado del ruscello” di William Turner. Il quadro era stato presentato insieme ad un altro suo dipinto, “Didone costruisce Cartagine”. Quest’ultimo ottenne un grande successo; il primo, invece, non piacque, almeno da principio. Uno dei più rinomati e riveriti critici d’arte dell’epoca, sir George Beaumont, criticò severamente…
La diatriba tra Donatello e Brunelleschi
Giovanissimo, Donatello si cimentò nella scultura di un crocifisso di legno per la chiesa di Santa Croce a Firenze. Appena l’opera fu completata, la mostrò a Brunelleschi, collega e amico. “Mi sembra – gli dissi senza ambagi – che tu abbia messo in croce un contadino e non un corpo simile a Gesù Cristo, il…
Esopo l’indulgente
Guardando fissamente l’osservatore attraverso il filtro di un disarmante candore, Esopo è raffigurato nell’omonimo quadro di Velazquez (1639-1642) con un’espressione ironica, che suggerisce un atteggiamento di delusione verso l’umanità non privo d’indulgenza. Lo scrittore greco antico, noto per le sue “Favole”, edificanti e di grande spessore morale, è dunque preso a modello di virtù dall’artista…
Il dadaismo e il rasoio di Occam
Nonostante nel manifesto, firmato da Tristan Tzara, si dichiari che dada “non significa nulla”, il movimento (nato a Zurigo) ha segnato una fase importante nel panorama culturale del ventesimo secolo. Parafrasando Montale, è lecito che al dadaismo – che privilegiava la “pars destruens” rispetto alla “pars costruens” – si poteva chiedere solo ciò che non…
