All’epoca destò scalpore l’ardita riserva formulata da Giovita Scalvini, in un saggio del 1829, riguardo ai “Promessi sposi”. Lo scrittore osservava che nel romanzo “c’è dell’uniforme e dell’insistente”, e non si ha la sensazione di poter “spaziare liberi per entro la gran varietà del mondo morale”. Lamentava poi che spesso si avverte di essere “non…
Category: Letteratura
Le antinomie di Lermontov
Michail Lermontov continua a disorientare i lettori. Più se ne studia la figura di uomo, più complesso risulta il suo profilo di scrittore. Il genio di Pushkin era integro e coeso, quello di Lermontov è invece intessuto di antinomie. Alle più aspre avversità Pushkin opponeva un profondo amore per la vita, mentre Lermontov si sentiva…
L’eroe (immaturo) di Svevo
L’eroe di Svevo non consegue mai una piena maturità di uomo. Non gli arride il coronamento del lungo e faticoso processo della classica “educazione sentimentale”, parte integrante del romanzo dell’Ottocento e del Novecento. Con i perpetui smacchi e scacchi subiti e sofferti, la vita può anche avergli insegnato qualche cosa, tuttavia la lezione impartita viene…
Don Rodrigo e la doppia immagine di Dio
Segnerà per sempre la vita di don Rodrigo l’incontro da lui avuto con fra Cristoforo nel suo palazzotto. Il cappuccino, nel segno di un’oratoria tanto spoglia quanto efficace, presenterà infatti al suo cospetto due immagini di Dio. Quel Dio che il signorotto, fino a quel momento, aveva, con impunità e arroganza, ignorato. Seguono un calcolato,…
Fogazzaro e il distacco dal verismo
Negli ultimi decenni dell’Ottocento si assiste alla crisi del positivismo e delle modalità narrative ad esso conseguenti, quali il verismo e il naturalismo. Al contempo si registra l’affermarsi di un nuovo orientamento, dettato dal decadentismo. Tuttavia non ha luogo un ribaltamento immediato e radicale della prospettiva, piuttosto si sviluppa un graduale trapasso entro i cui…
Verga e la tragedia del sentimento
Giovanni Verga è sempre stato definito uno scrittore pessimista. Egli stesso si riconosceva tale, additando le sue opere (romanzi e novelle) quale espressione di una concezione tragica del mondo. Eppure, come scrive il critico Luigi Russo, “il pessimista Verga solo in questo non fu pessimista”: nel fondo primitivo dell’umanità, seppe trovare una sanità e una…
Leopardi tra eroismo ed egoismo
Il fervente appello di Leopardi alla natura, sentita come benigna, non va inteso come irrazionalismo mistico, ma come lotta per una civiltà celebrata nella sua totalità e come impegno per valorizzare l’uomo nella sua integrità. In questo scenario si sviluppa una “biforcazione” (termine usato da Walter Binni in un saggio): da un lato si staglia…
Maupassant, Cechov e l’inedito in ogni cosa
Maestri incontrastati del racconto breve, entrambi rifuggono da un’impostazione libresca. La loro tensione a scrivere deriva non da una radice letteraria e accademica, ma dalla fresca sorgente della vita. Sta parlando di Maupassant e di Cechov – in un saggio pubblicato sulla rivista “The Slavonic Review” – il critico sloveno Janko Lavrin, il quale, nello…
Don Ferrante e quel “mariolo” di Machiavelli
L’ironia di Manzoni – sua cifra morale e stilistica per eccellenza – ingaggia un lavorio sottile e penetrante sulla figura di don Ferrante, in cui si specchia la sagoma del mediocre erudito seicentesco. Il marito di donna Prassede si vanta, esibendola con patetico orgoglio, di una cultura “vastissima”. In realtà essa si svilisce in una…
Landolfi e il terrore per le parole
Ha sempre voluto restare nell’ombra, ma le luci della ribalta gli hanno comunque arriso, a dispetto di riserve e ritrosie. Tommaso Landolfi, espressione di eccentricità e stravaganza, non poteva dunque sottrarsi all’attenzione, prima semplicemente curiosa, poi vorace, della critica e del pubblico. Ad alimentare l’attrazione per questo autore, arguto e schivo, hanno contribuito le sue…
