Attuale e profetico. Riveste questa duplice dimensione “Racconto di Natale” di Dino Buzzati (1968), un’opera animata dal fervente proposito di sensibilizzare il lettore riguardo all’inderogabile esigenza di sottrarre il carattere religioso dell’evento dalle grinfie della miseria umana. Nel focalizzarsi sul significato autentico del Natale, Buzzati esalta la condivisione dell’amore divino, cui si deve ispirare ogni…
Category: Letteratura
Matilde Serao e i labirinti della psiche
Quando la fine rappresenta un nuovo inizio. Era parco di lodi nel giudicare i colleghi, lo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James, ma nel caso di Matilde Serao il giudizio che emise fu più che lusinghiero. “Ogni romanzo da lei confezionato finisce per la Serao ma non per il lettore che, dopo l’ultima parola dell’ultima…
Stendhal l’eversivo
L’irriverente mente di Stendhal, che si crogiolava nel paradosso e nel sovversivo, elevò l’anticonformismo a dignità d’arte. “Tale conquista – evidenzia il critico statunitense Victor Brombert in un saggio dedicato allo scrittore francese – gli ha fatto guadagnare la stima e l’ammirazione del lettore moderno. Tuttavia, l’essere conformista non è mai totalmente una questione di…
Gogol e la maschera
Nello scenario letterario europeo non c’è un autore più “elusivo” di Gogol. Ad emettere questa austera sentenza è il critico russo Boris Eichenbaum, ovvero uno dei massimi esperti del connazionale scrittore. Brusche inversioni di tendenza nell’intreccio, “gorgheggi verbali” modulati attraverso uno spumeggiante e virtuoso gioco di specchi distorti, consegnano Gogol ad una dimensione refrattaria ad…
Isabel Archer e le cose che sbaglierà
Prima i personaggi, poi l’intreccio, e a seguire l’ambiente. Sulla base di questo principio strutturale, nel segno di una precisa gerarchia di priorità, è costruita la narrativa dello scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James. Una narrativa intessuta di celebri romanzi, da “Roderick Hudson” (1875) a “The American” (1877), da “The Portrait of a Lady” a…
Flaubert e i germi del capolavoro
Mentre era impegnato, con una vulcanica profusione di energie, nella stesura di “Madame Bovary” (il capolavoro richiese cinque anni di lavoro), Flaubert, sebbene prostrato da tale cimento, sentiva albergare in sé un gratificante senso di libertà, una sorta di “infatuazione del cuore”, così la definì egli stesso. In una lettera dichiarò che scrivere è “una…
Henry James e le mille finestre
Alla base della teoria del romanzo elaborata dallo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James c’è il concetto della fondamentale interdipendenza tra l’autore e la sua cultura. Tale impostazione è forgiata, in larga misura, dall’esperienza stessa di James, in qualità di scrittore alla ricerca di soggetti e contenuti non nella sua terra natia, ma all’estero. In…
Dickens e il processo “spauracchio”
Le frecce nell’arco di Charlens Dickens, intinte nel veleno di una polemica corrosiva, vengono scagliate – e la mira risulta precisa – contro la goffa lentezza dei processi nell’ambito dell’ordinamento giudiziario britannico all’inizio del romanzo “Casa desolata”. Lo scrittore pone come bersaglio la causa “Jarndyce contro Jarndyce”, mai risolta, e ora “più secca di una…
Proust e il sabato
C’è un giorno della settimana, ne “Alla ricerca del tempo perduto”, che riveste un ruolo speciale sia il giovane Proust sia per l’intero ed esteso parentado: questo giorno è il sabato. In tale scorcio di memoria campeggia la figura della zia Léonie, il cui “tran tran quotidiano non subiva mai alcuna variazione”, al di fuori…
Zola e il rospo
“Mi chiedo se ci sarà mai un giorno in cui Zola non sarà più un punto interrogativo e sarà, invece, un punto esclamativo, intorno al quale la critica, avendo smesso di divergere nel valutare la sua opera, si adunerà sostanzialmente pacificata e concorde”: la questione posta dal critico letterario statunitense, William Dean Howells, esprime con…
