Un alto elogio intriso di rimpianto per un destino rimasto incompiuto. E’ l’elogio di Emilio Cecchi tessuto da Pietro Citati. Pieno di ardore e di inquietudini, di fantasia e di follia, di violenza e di dolcezza, il critico attraversò “con gli occhi vigili e con la mente pronta” lo spettacolo della realtà. Nessuno più di…
Category: Letteratura
Manzoni e il realismo cattolico
E’ il libro più ambizioso e più completo che sia stato scritto sulla realtà dell’Italia dopo la “Divina Commedia”: è il giudizio di Moravia su “I Promessi sposi”. A Boccaccio non interessava scandagliare il fondo dele cose, Machiavelli si limitava ad essere un poeta della politica. Più alti obiettivi animavano il Gran Lombardo che –…
Pavese decadente
In un saggio dedicato a Cesare Pavese, definito “decadente”, Alberto Moravia stabilisce subito un paragone con Giacomo Leopardi. Mentre nel recanatese poesia e vita comunicavano e “si equilibravano e si purificavano a vicenda”, nello scrittore di Santo Stefano Belbo c’è invece “il letterato, prima di tutto e soltanto, così nella vita come nell’opera”. Così il…
Alvaro, poeta del segreto
Corrado Alvaro narratore nasce come “poeta del segreto”, e tale rimarrà nella cifra morale più autentica della sua opera. Che cosa intende per “segreto” il critico Geno Pampaloni in un suo saggio dedicato allo scrittore calabrese? Esso è mistero della natura, delle cose, degli altri, di sé stessi, come pure è “la permanenza” dell’infanzia insidiata…
Carlo Linati e le stringate “prosette”
Una figura un po’ a sé stante. Nel tracciare un profilo di Carlo Linati ne “Ragguagli di Parnaso”, Pietro Pancrazi rileva che lo scrittore acquistò una prima notorietà pubblicando brevi prose nelle riviste di avanguardia, dove convenivano giovani che – pur rappresentando talora tendenze diverse e lontane – avevano in comune carattere di audacia e…
Moravia e la genesi de “Gli indifferenti”
Istruttive sono le considerazioni di Alberto Moravia sulla genesi de “Gli indifferenti”. Il romanzo fu iniziato nell’ottobre del 1925 e finito nel marzo del 1928. Prima di quest’opera (che lo rese celebre) aveva scritto “parecchio”: tuttavia mai aveva avuto la certezza di “incontrare sé stesso” sotto la penna. “Avevo composto – ricorda – molte poesie,…
L’amicizia, singolare, tra Valéry e Gide
Sulla “singolare” amicizia tra André Gide e Paul Valéry si è espresso, con acute osservazioni, Mario Luzi. “Nella sua inesauribile curiosità di uomini e di cose – scrive il poeta e critico letterario – Gide fu indotto ad allacciare numerose amicizie, a confessarsi, a espandersi, a interrogare sé e il proprio tempo in vari carteggi,…
Maupassant lettore perspicace della vita
Guy de Maupassant aspetta ancora di essere riconosciuto per quello che è stato: un grande scrittore. All’autore di “Bel Ami”, Carlo Bo ha reso, in più di un’occasione, un omaggio sentito e vibrante. La sua storia ha “qualcosa di eccezionale”, sottolinea il critico letterario. Infatti l’ispirazione creativa si è consumata in un decennio, dal 1880…
De Sanctis e la libertà di Catone
Il suicidio fu l’ultima virtù degli antichi, sentenzia Francesco de Sanctis. Nel pieno disfacimento di ogni principio morale e di ogni credenza – afferma il critico – gli antichi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. “Tipo dell’antico suicida è Catone, il…
Thomas Mann tra caos e forma
L’antitesi fra la vita, sana ma banale, e lo spirito che la comprende e raffina, ma la isterilisce, è motivo intensamente dibattuto dalla cultura di fine Ottocento: sarà Thomas Mann con le sue opere principali, da “I Buddenbrook” a “La morte a Venezia” ad elaborare, come epigono, una suprema sintesi di questa temperie. Già il…
