Nella narrativa contemporanea una delle correnti più vive è stata quella intimistica. Nelle sue espressioni più eloquenti e caratteristiche l’intimismo psicologico si configura come lo strumento di elezione per indagare capillarmente gli stati di coscienza nelle diverse e articolate sfumature. E’ un’analisi portata spesso al limite dell’inconsapevole e del torbido, in una evocazione vibrante di…
Category: Letteratura
Camus e il vecchio
E’ lucida, addirittura spietata, l’analisi della solitudine di un vecchio condotta da Albert Camus nella raccolta di saggi “Il rovescio e il diritto” (1935-1936). Seduto intorno a un tavolo insieme a tre giovani, il protagonista – per vincere la divorante ansia di essere solo e di sentirsi solo – si lancia nel racconto della sua…
Proust e la “Ronda di notte”
Scrivendo al poeta e disegnatore Jean Cocteau riguardo alla “Ricerca del tempo perduto”, Marcel Proust dichiarava: “Il mio libro è come un dipinto”. Appassionato di pittura, alla stregua di Baudelaire mirava a tradurre in parole i colori, nonché le vibrazioni e i riverberi, sul piano lessicale, da esse derivanti. Un’impresa ambiziosa, che spiega la sua…
Il berretto di Charles Bovary
Nel raccomandare la massima adesione al vero, Flaubert invitò il suo discepolo Maupassant a scegliere un certo albero cercando di descriverlo con tale precisione che il lettore non lo potesse confondere con nessun altro albero della zona. Una raccomandazione che esemplarmente s’inserisce nei canoni, tesi all’estremo, della tradizione naturalista. Lo stesso Flaubert, ligio alla riproduzione…
Verga e il latino delle dodici tavole
Giovanni Verga è stato uno scrittore che non ha conosciuto “il fastidio” di una chiassosa celebrità. Principe dell’arte, ha l’aria di un esule della fama nell’ammirazione “alta ma fredda” del pubblico letterato. E’ da un’angolazione peculiare che il critico Luigi Russo punta l’obiettivo sulla figura dello scrittore siciliano, il quale, nell’immaginario accademico, ha sempre vissuto…
Balzac o de Balzac?
Fino all’età di ventinove anni Honoré de Balzac accettò senza riserve la sua identità di nome e cognome. Cominciò, inquieto, a rimuginare riguardo a vocali e a consonanti sulla soglia dei trenta, quando realizzò – con pronunciato cruccio – che se non poteva esibire una pur superficiale patina di nobiltà, non avrebbe potuto accedere ai…
Giuseppe Mazzini, il letterato
Scriveva Giuseppe Mazzini nelle “Note autobiografiche”: “La tendenza della mia vita era tutt’altra che non quella alla quale mi costrinsero i tempi e la vergogna della nostra abiezione”. In merito a questa affermazione, in un saggio a lui dedicato, Attilio Momigliano commenta: “Mazzini credeva di essere votato per le lettere, e di aver fatto un…
Le sapienti distorsioni di Flaubert
La storia letteraria ha reso “un povero servizio” a Flaubert avendolo etichettato come “fondatore” della scuola di realismo (sodale di Zola e di Maupassant). In una lettera a Maupassant, l’autore di “Madame Bovary” scriveva: “Non parlatemi di realismo. Ne sono stufo, Il termine ‘realismo’ è vuoto, e non ha senso”. In un’altra missiva, indirizzata a…
Quando Proust criticò Proust
Quando uno scrittore, destinato alla celebrità, eccede nel criticare sé stesso. La causa risiede nella pervicace tensione alla perfezione assoluta che mai, nelle menti eccelse, troverà un conciliante e gratificante appagamento. Nell’introdurre il suo romanzo “Schiavo d’amore” (1917), William Somerset Maugham si scusa perché l’opera che si accinge a presentare è molto lunga. “Mi vergogno…
Maupassant e il “senza”
Nell’agenda di lavoro di Maupassant la voce “senza” ricorre con significativa frequenza quando viene usata nel tessere una fiera arringa contro i critici letterari. Ne è prova la prefazione al romanzo “Pierre e Jean” (1888) in cui lo scrittore francese sciorina una litania di “senza” per stabilire i canoni essenziali che devono presiedere all’onesto lavoro…
