Era stato a Parigi, poi a Vienna, quindi giunse in Italia, Albert Camus che definisce il bel Paese “terra fatta secondo la mia anima”. Nella raccolta di saggi “Il rovescio e il diritto” lo scrittore francese parla di “piazze piene d’ombra delle piccole città italiane”, di ore meridiane “quando i colombi cercano un riparo con…
Category: Letteratura
Balzac storico, al pari di Tacito e Svetonio
Tutti i libri di Balzac formano un solo grande libro, “illuminante” e “profondo”, nel quale si specchia la civiltà contemporanea. E’ il lusinghiero giudizio formulato da Hugo che, nel celebrare le virtù letterarie del collega, avanza anche un consiglio: sostituire la “Commedia umana” con la dicitura “Storia umana”. Il termine “commedia” è più riduttivo e…
La rivista “Solaria” e il lirismo narrativo
Nasceva nel 1926 a Firenze – su iniziativa di Alberto Carocci – la rivista letteraria “Solaria” (le pubblicazioni terminarono nel 1934, anzitutto a causa della censura fascista). Annoverò, tra i co-fondatori, figure di eminente lustro: da Eugenio Montale a Leone Ginzburg, da Giacomo Debenedetti a Sergio Solmi. Primario obiettivo fu quello di estendere la cultura…
Dal geometrico Racine al romantico ribelle
Nacque come un moto di ribellione al magistero delle idee scientifiche il romanticismo. Idee che si richiamavano ad una fredda logica meccanicistica la quale bandiva, dall’ambito del ragionamento e dell’indagine conoscitiva, la dimensione affettiva e sentimentale. Il diciassettesimo e il diciottesimo secolo rappresentarono, in Europa, la temperie storica in cui si affermò una ridda di…
I consigli “vanissimi” di Madame de Stael
Si era inimicata il governo napoleonico quando pubblicò “De l’Allemagne”, testo in cui celebrava i valori, sul piano morale ed estetico, della cultura tedesca, la quale – a suo dire – non aveva rivali in Europa. Era il 1810 e Madame de Stael, scrittrice di origini svizzere, fece così irruzione sulla scena letteraria dell’epoca. L’incursione…
Svevo e gli occhi del dottor Coprosich
C’è un passaggio ne “La coscienza di Zeno” in cui la capacità descrittiva di Italo Svevo raggiunge l’eccellenza. Il padre del protagonista è sul letto di morte, la situazione è disperata, ma il figlio – anche per riscattarsi dall’atteggiamento freddo e scostante avuto negli anni passati verso il genitore – compie ogni sforzo per ritardare…
Manzoni e i panni in Arno
A Claude Fauriel, illustre storico, nonché suo amico, Manzoni chiedeva – durante la laboriosa gestazione dei “Promessi sposi” – dove potesse trovare una lingua italiana semplice, discorsiva, di agevole fruizione per tutti. Si trattava di un interrogativo non retorico, ma di importanza vitale poiché in quell’epoca infuriavano aspre diatribe riguardo alla questione legata all’adozione di…
Cardarelli e Pascoli dialettale
Solo un poeta dialettale, “nella più ragionevoli delle ipotesi”: non fa sconti a Giovanni Pascoli, con un brusco piglio, Vincenzo Cardarelli. In “Viaggi nel tempo” (raccolta di prose e di liriche) lo scrittore contesta ad una delle figure più note della letteratura italiana una povera ed esangue individualità di linguaggio e di stile metrico. “Da…
Verga, scrittore di transizione
Giovanni Verga è uno degli scrittori più inquieti e tormentati della letteratura italiana: è la perentoria affermazione formulata dal critico Romano Luperini, il quale rileva che l’opera dello scrittore siciliano sembra non avere una precisa coerenza di svolgimento. La sua è una ricerca artistica che “procede a balzi, incerta e contraddittoria”. Una ricerca così travagliata…
Bacchelli e i mulini superstiti
Risuona come un inno di lode il prologo del romanzo di Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po”. Un inno il cui spartito ha anche una nota di denuncia. Vicino al fiume di mulini se ne contano sulle dita e ogni anno, per giunta, “scemano”. Per scoprirli bisogna andare apposta a cercarli. “Tanto pochi – osserva…
