Non ha altri ideali se non le sue noci, fra Galdino, che picchietta all’uscio della casa di Lucia annunciandosi con “un sommesso ma distinto” Deo gratias. Alla spalla sinistra pendeva la sua bisaccia, la cui “imboccatura” egli teneva “attorcigliata e stretta” con tutte le due mani sul petto. La descrizione che Manzoni fa di questa…
Category: Letteratura
Schiller tra Napoleone e M.me de Stael
Napoleone storceva il naso quando, in sua presenza, qualcuno osava celebrare i meriti di Friedrich Schiller: pensava, infatti, che fosse sopravvalutato da critica e pubblico. Ma il poeta e drammaturgo tedesco aveva ragione di “consolarsi” potendo contare sul coro di illustri estimatori che, al contrario, ne tessevano gli elogi. In questo coro spicca la voce…
Il cardinale Borromeo, ruscello che mai ristagna
C’è una differenza rivelatrice tra fra Cristoforo e il cardinale Borromeo. Si riscontra nel colloquio che, separatamente, ciascuno ha con don Rodrigo. Il religioso, con eloquenza magniloquente ma al contempo calata nel reale e incisivamente pragmatica, tuona contro lo scellerato, e contro lui solo; il porporato, invece, quando conferisce con lui, sembra che stia su…
Renzo l’ingenuo (ma non corrotto)
Ingenuo, impaziente, talora petulante, ma mai corrotto. Renzo, angustiato dal torto inflittogli da don Rodrigo, perde l’orientamento, annaspa nel tentativo di risolvere la questione del matrimonio contrastato. Lungo questo accidentato cammino, riesce a collezionare numerosi rimbrotti, anzitutto quelli di Lucia, che lo invita con fermezza a non deviare dalla retta via per avere ragione su…
Grazia Deledda e le canne al vento
E’ un romanzo in equilibrio “Canne al vento” di Grazia Deledda, pubblicato il 20 agosto di centodieci anni fa (da principio uscì a puntate su “L’Illustrazione Italiana” dal 12 gennaio al 27 aprile del 1913). Da una parte, si colloca una Sardegna che s’impone per la sua immobilità, radicata in usanze ataviche che il corrosivo…
Lucia Mondella e la forza disarmante dell’umiltà
Ha “quella modestia un po’ guerriera delle contadine” Lucia Mondella, i cui “sopraccigli” sono “lunghi e neri” mentre la bocca “s’apriva al sorriso”. Alla sua figura Manzoni affida un compito che ha un rilievo etico fondamentale: farsi custode del valore sacro del matrimonio. Una missione che Lucia porta avanti con il massimo rigore, tanto da…
L’Innominato, l’uomo antico e nuovo
La predilezione di Manzoni per il graduale evolversi di istanze e dinamiche, nel segno di un perentorio rigetto di toni buschi e scatti improvvisi, si specchia nella conversione dell’Innominato. Sebbene sia ben impressa nell’immaginario collettivo quella celeberrima “notte” in cui avviene la svolta, il principio della trasformazione del suo animo si manifesta sin da quando…
Il sorriso di Leopardi
Critico imparziale, severo e illuminante, Francesco de Sanctis aveva tuttavia una debole (più che comprensibile): il debole era per Giacomo Leopardi. Sul comodino, accanto al suo letto di morte, De Sanctis, come egli stesso racconta, aveva un crocifisso, la Bibbia e i “Canti” del poeta recanatese che fino all’ultimo giorno lesse con abbandono e passione….
Il conte Attilio, virtuoso della malizia
Rispetto a don Rodrigo, suo cugino, il conte Attilio ha un’intelligenza superiore. Entrambi spiccano, negativamente, per grossolanità e rozzezza, di modi e di sentire, ma il conte Attilio risulta essere più scaltro. Certo, gli sono completamente estranee le arti della diplomazia, ma sa guardarsi le spalle. Al celebre banchetto di don Rodrigo, egli è colui…
La sventurata rispose
Manzoni non accetta nessuna delle finzioni narrative impiegate, come nel “Don Chisciotte” o nella “Manon Lescaut”, in cui un incontro del tutto occasionale induce il personaggio a narrare i casi della propria vita. La monaca di Monza non racconta in prima persona la propria storia. E lo scrittore, prima di rendere edotto il lettore sul…
