Idealità e realismo vengono a convergere, in felice sintesi, nella figura di fra Cristoforo. Egli è un peccatore contrito, uomo fra gli uomini. La sua idealità, ispirata ai valori dell’umiltà e del perdono, non è inficiata da un’oratoria astratta e aridamente catechetica. Al contrario, Manzoni lo cala, con vigoroso pragmatismo, nelle complesse dinamiche della vita….
Category: Letteratura
La passeggiata di Balzac
C’era una sola passione capace di strappare Balzac dai suoi studi condotti con volontà ferrea e a ritmo vertiginoso: la passione per la passeggiata. Ma in fondo, si chiedeva egli stesso, non faceva parte anch’essa di quegli studi? La risposta è sì. Non solo: il ruolo svolto dalla passeggiata in funzione della sua missione di…
Graham Greene e il martire senza nome
Ha un passato macchiato da una grave colpa. Con i sensi obnubilati dall’alcol, aveva avuto un casuale rapporto sessuale con una donna dal quale era nata una bambina. Era stata una giovinezza scapestrata la sua. La condizione di prete l’aveva vissuta nella più serrata solitudine, con il rovello di un costante travaglio interiore. Aveva cercato…
L’improntitudine polemica dell’Agnese manzoniana
Recita il ruolo della “spalla” Agnese, la madre di Lucia. Manzoni, sul piano formale, non le assegna un profilo di primo piano. Tuttavia, ricca di una profonda esperienza di vita, ella spicca con i suoi consigli, pratici e spicci, configurandosi, nel vorticare degli avvenimenti, come un riferimento saldo e prezioso (esorterà don Abbondio e Perpetua…
Oscar Wilde e il ritratto di Dorian Gray
Vita e arte, due poli che si attraggono e si respingono, nel segno di un’unica entità che riconosce nel doppio la propria ragion d’essere. Nel romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” (1890) Oscar Wilde redige una sorta di testamento spirituale, in cui la duplice dimensione morale ed estetica viene ad integrarsi: non c’è interferenza, né…
Giulio Cesare, Shakespeare e il dramma senza eroi
Non ci sono eroi nel “Giulio Cesare” (1599) di William Shakespeare, ma uomini. Ad essere investito da questo processo di demitizzazione è anzitutto il protagonista. Pur dando il titolo alla tragedia, Cesare muore all’inizio del terzo atto: in tale senso, si produce un clamoroso stacco dalla collaudata tradizione in auge nell’età classicista, in virtù della…
Foscolo “ciarlatano”
Gli immediati successi conseguiti valsero a Ugo Foscolo l’invidia e l’ostracismo dei contemporanei. E anche gli intellettuali che avrebbe voluto salutare con favore le sue opere, finirono con l’ingrossare le fila dei detrattori perché incapaci di comprendere l’autentico valore delle sue opere. In questi casi, al plauso si univano le riserve. Il pur acuto Melchiorre…
Don Rodrigo tra castigo e misericordia
E’ un figlio del Seicento, don Rodrigo. In lui si riflette un secolo legato alla doppia tirannide degli stranieri e di un clero che ha smarrito la retta via. Egli è un uomo che riproduce, con supina fedeltà, il colore della sua epoca, che è senza originalità e senza grandezza. Manzoni fornisce dei suoi personaggi…
Shakespeare e la commedia degli errori
Si articola in poco più di millesettecento versi “La commedia degli errori” (1589-1594) di William Shakespeare. Eppure, in un arco compositivo così breve si sviluppa uno spumeggiante intreccio basato sul concetto di doppio. Ma lo scrittore non si accontenta di un solo doppio, come aveva fatto Plauto nei “Menaechmi”. Investe in modo massiccio su questa…
Tolstoj critico iconoclasta
Nel saggio “Che cos’è l’arte?” (1897) Tolstoj, con furia iconoclasta, fa strage di punti fermi del mondo culturale. La tradizione ce lo consegna come un uomo taciturno, riflessivo, e completamente assorbito dai fogli che da lì a poco avrebbe vergato. Ma quando da quei fogli poi si desta, lo scenario cambia, radicalmente, tanto è scosso…
