Già all’inizio della sua carriera letteraria Samuel Beckett aveva le idee chiare. Nel suo secondo libro, “Murphy” (1938) – scritto dopo il romanzo rimasto inedito fino al 1992, “Dream of Fair to Middling Women” – il protagonista racchiude in sé, facendosene paradigmatica espressione, i tratti fondamentali della concezione esistenziale dello scrittore, poeta e drammaturgo irlandese,…
Category: Letteratura
Balzac e l’uomo di piombo
“Se la stampa non esistesse, non bisognerebbe inventarla”: bandisce ogni diplomazia Balzac nel condannare, giornalista egli stesso (nonché editore) le brutture e “i procedimenti obliqui”, per dirla con Stendhal, del quarto potere. Lo scrittore francese era legato al mondo della stampa da un rapporto di amore e odio dal sapore catulliano. Quando, nella primavera del…
Cechov: pathos sì, ma non troppo
Fu un incontro casuale a cambiare la vita di Anton Cechov. Nel 1882 s’imbattè con lo scrittore Lekjin, direttore di “Schegge”, settimanale umoristico, che era alla ricerca di giovani collaboratori che avrebbe pagato due copeche in più degli altri giornali. Angustiato dalle ristrettezze economiche, Anton accolse l’offerta di Lekjin e nell’arco di pochi mesi divenne…
Il carteggio (nel culto del verso) tra Caproni e Sereni
Non poteva che scaturire dal culto del verso il dialogo tra Giorgio Caproni e Vittorio Sereni, vale a dire tra due protagonisti della poesia italiana del secondo Novecento. Scambiata tra il 1947 e il 1983, la loro corrispondenza si pone anzitutto come espressione della consapevolezza del valore insito nella poesia, la quale va difesa dalle…
La “dolce terra” del dottor Zivago
Ne “Il dottor Zivago” il microcosmo si fonde con il macrocosmo. La denuncia, da parte di Boris Pasternak, di una precisa fase storica trascende infatti il contingente e si sublima nell’accusa dei mali che infestano il mondo, primo fra i quali la dittatura che opprime la libertà e lede la dignità della persona. Nelle vicende,…
Henry James e l’osso del cane
Ne “L’arte del romanzo”, un saggio del 1884, lo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James, scriveva che “la sola ragione dell’esistenza di un romanzo è che esso tenta di rappresentare la vita”. Si tratta del tentativo di scavare, di trovare e poi – atto finale – di selezionare. In linea con questa valutazione, nella prefazione…
La rivincita di Elena e Cassandra
Sebbene pronuncino poche parole e vengano sempre rappresentate come sottomesse al volere e ai capricci degli uomini, le donne dell’”Iliade” svolgono un ruolo fondamentale in funzione non solo dello sviluppo della trama, ma anche della definizione del carattere degli stessi personaggi maschili. Ed è dunque doveroso rivalutare il valore delle donne nel poema omerico, facendo…
Nabokov e il brivido tra le scapole
E’ fra le scapole che si trova il vero piacere artistico. Di conseguenza, se il lettore non avverte lì quel brivido rivelatore, vuol dire che il libro che è davanti ai suoi occhi non è degno né di nota né di lode. Partendo da questo assioma, lo scrittore e saggista russo, naturalizzato statunitense, Vladimir Nabokov,…
Lo strano caso di Edward Morgan Forster
Era il 1943 quando il critico Lionel Trilling definì Edward Morgan Forster “l’unico scrittore vivente degno di essere letto e riletto” e “l’ultimo scrittore dalle cui opere si finisce sempre per imparare qualcosa”. Tale valutazione destò scalpore perché all’epoca le figure dominanti il panorama letterario erano Hemingway e Faulkner, e la critica tendeva a non…
Leopardi, Pavese, Pirandello e la luna
I “grandi” della letteratura italiana, per trovare l’ispirazione e per esemplificare la loro narrativa, rivolgono lo sguardo al cielo. Nel firmamento spicca la luna, con la quale intrecciano un dialogo i cui talenti spendono a beneficio dei comuni mortali. E’ stato definito “il poeta della luna” Giacomo Leopardi: numerosi e sostanziosi sono infatti i riferimenti…
