Non era certo tenero James Joyce con chi osava prendere la penna per scrivere romanzi. Ne seppe qualcosa addirittura Virginia Woolf, gloria letteraria britannica, da lui più volte vilipesa (non mancarono le velenose repliche). Tutti si pensano scrittori, ma pochissimi in realtà lo sono, sentenziava l’autore dell’”Ulisse”. Quando, dunque, nel romanzo autobiografico “A Portrait of…
Category: Letteratura
Steinbeck, lo chef e il gatto Apollo
Non ci sono le consuete tematiche – ingiustizia, pregiudizi sociali, migrazioni travagliate – nel racconto breve di John Steinbeck intitolato “Le amabili pulci” che il trimestrale letterario statunitense “Strand Magazine” ha pubblicato per la prima volta in inglese. Scritto in francese, il racconto poggia su una trama leggera e stravagante, secondo un registro narrativo che…
Affinità elettive tra Dostoevskij e Svevo
In “Memorie dal sottosuolo” Dostoevskij fa dire al protagonista: “Sono fermamente convinto che non solo l’eccesso di coscienza, ma addirittura qualsiasi coscienza è una malattia”. Quindi aggiunge: “Sono un uomo malato, cattivo, sgradevole. Non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro”. Il protagonista si definisce “abbastanza colto” per non…
Leopardi, l’ironia e la crudeltà delle cose
Nello “Zibaldone”, il 12 ottobre 1821, Leopardi scrive: “Non solo l’eleganza, ma la nobiltà, la grandezza, tutte le qualità del linguaggio poetico, anzi il linguaggio poetico stesso consiste in un modo di parlare indefinito, o non bene definito, o sempre meno definito. La vera nobiltà dello stile prosaico consiste esso pure costantemente in non so…
Ionesco e l’assurdo
Per giudicare meglio un quadro occorre porsi a una certa distanza: se si sta troppo vicino, si rischia di non cogliere i dettagli, e un’eccessiva lontananza potrebbe pregiudicare un corretto sguardo d’insieme. Per valutare le dinamiche e le magagne del mondo, Eugène Ionesco, insigne drammaturgo e saggista romeno, decise di collocarsi a metà strada, né…
Kafka e l’insetto barocco
La colpa senza colpa, la metamorfosi come distacco, l’esperienza delle relazioni umane assoggettate all’arbitrio e alla prevaricazione dei potenti, la disgregazione dell’io, l’incapacità dell’individuo di stabilire un proficuo rapporto con il mondo, fiero della sua maligna abilità nel risultare ambiguo e sfuggente: sono questi alcuni dei temi che fanno da architrave alla narrativa di Franz…
Puskin il profeta
Puskin fu definito da Gogol “un fenomeno straordinario e, forse, un fenomeno unico dello spirito russo”. A questo già lusinghiero giudizio Dostoevskij aggiunse “profetico”. “Sì – dichiarò l’8 giugno 1880, nel discorso pronunciato durante la seduta dell’Associazione degli amanti della letteratura russa – nella sua comparsa risiede per tutti noi russi qualcosa di indiscutibilmente profetico”….
Balzac e la teoria del camminare
Era capace di stare seduto al tavolo di lavoro per più di quattordici ore al giorno, stoicamente piegato sulla congerie di fogli vergati dalla sua scattante mano, ma non poteva fare a meno, Balzac, – secondo un consolidato rituale quotidiano – della passeggiata. Tale esercizio gli consentiva di unire l’utile al dilettevole, poiché da un…
Eliot e il mito di Dante
La filosofia è essenziale alla struttura della poesia, e quando la filosofia si tinge di spiritualità, la poesia stessa assume un valore più grande e una forza più incisiva. E’ questa la tesi sostenuta Thomas Stearns Eliot, che vedeva incarnata in modo esemplare in Dante, da lui stimato in sommo grado. Per esaltare il divino…
Anne Bronte e la sfida alle convenzioni
E’ vissuta all’ombra della fama delle due sorelle, Charlotte ed Emily Bronte: a lei, Anne, finché fu in vita (morì di tubercolosi, all’età di 29 anni, nel 1849) fu concesso solo uno spiraglio di luce. La posterità ha poi avuto agio di apprezzare il carattere profetico della sua narrativa – compresa nei due romanzi “Agnes…
