Non è certo parco di lodi Johann Wolfgang Goethe nell’elogiare le bellezze italiche. Nel suo “Viaggio in Italia” scrive: “Napoli è un paradiso, ognuno vive in una specie di ebbrezza e di oblio di sé stesso!”. Poi così si esalta: “Non si può né raccontare né descrivere la magnificenza d’un chiaro di luna come quelli…
Category: Letteratura
Alvaro tra provincia e nazione
Basta citare “Gente in Aspromonte” per richiamare la figura di Corrado Alvaro. Un fatto lusinghiero per l’autore, ma anche un riconoscimento che rischia di risultare solo parziale se si pensasse che in quella raccolta di racconti si esauriscono i talenti della sua produzione e i meriti dell’uomo di cultura. Alvaro, infatti, fu tra l’altro un…
Elio Vittorini e il “dolore del mondo”
Con “Conversazione in Sicilia” la disposizione lirico-narrativa di Elio Vittorini attinge il suo esito più alto. Già nella conclusione del suo primo romanzo, “Il garofano rosso”, erano riscontrabili segni che preludevano al passaggio dalla dimensione realista ad una rappresentazione simbolica. Del resto, all’inizio della sua carriera di letterato Vittorini aveva dichiarato: “Io gli scrittori li…
Saba e la poesia onesta
In un articolo intitolato “Quello che resta da fare ai poeti” (1912), Umberto Saba fissò i canoni fondamentali della sua poetica. Un articolo importante, dunque, ma la rivista “Voce”, cui era stato inviato, decise di non pubblicarlo. Saba dichiarava, con spirito fiero, che i poeti devono fare “poesia onesta”. In merito a questa perentoria enunciazione,…
Verga e la parola nuda
Mentre Verga emancipava la vivacità parlata della sintassi e rivendicava la dignità della parola nuda, Carducci restaurava l’aristocrazia della forma, indebolita dai romantici, miranti a ledere l’aulicità dei costrutti pur restando aulici nel gusto e nel sentire. Al contempo Carducci rinnovava l’onore dell’alta cultura e suscitava una meditata consapevolezza delle tradizioni italiche, cementando l’unità politica…
Il perdono in Manzoni e in Pascoli
Nel vasto canzoniere di Pascoli ricorre spesso la parola “perdono”. Tuttavia essa non attinge mai una vera profondità lirica, non essendo forgiata al fuoco del sentimento religioso. “Il lettore sente che il poeta, che non fu credente, non perdona veramente” osserva il critico Luigi Russo. Formatosi nel pieno del positivismo e imbevuto di spirito materialistico,…
Manzoni e “il pensare senza gonfiezze”
Il capo del romanticismo ebbe la meno romantica delle esistenze. Comincia così, con una frase lapidaria e sagace, lo splendido ritratto che il grande critico Attilio Momigliano fa di Alessandro Manzoni, definito “il personaggio più olimpico della nostra letteratura”. La sua vita, pur studiata alla luce delle memorie dei familiari, manca di intimità. Sui suoi…
D’Annunzio e le allucinazioni di Dostoevskij
Rimarchevole è stato l’influsso della letteratura russa sulla sensibilità e sulla narrativa di Gabriele D’Annunzio. Una significativa testimonianza, in merito, è offerta dal vate in una lettera del 14 novembre 1892 in cui scrive: “Il Dolore fece di me un uomo nuovo. I libri di Tolstoj e di Dostoevskij concorsero a sviluppare in me il…
Dante, Boccaccio e la fiaccola
Dante fu la “prima fiaccola” per Boccaccio e per i suoi studi. Fu una guida che lo aiutò a raggiungere, nel campo letterario, “altissimi risultati”. Al contempo Boccaccio seppe rivelarsi quale “straordinario” promotore della fama del divino poeta. Questa corrispondenza di amorosi sensi trova eloquente esemplificazione nel prezioso libro, a cura di Natascia Tonelli “Il…
Proust e la buonanotte
La giornata, per l’adolescente Proust, era passata scialba, senza sussulti. Ogni giornata trascorreva così. Ma un pensiero sempre lo confortava: quando, la sera, sarebbe andato a letto, avrebbe potuto fruire della sua “unica consolazione”, il bacio della buonanotte datogli dalla mamma. Ma, come scrive con malinconico abbandono ne “Alla ricerca del tempo perduto”, quella “buonanotte…
