Risuona come un inno di lode il prologo del romanzo di Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po”. Un inno il cui spartito ha anche una nota di denuncia. Vicino al fiume di mulini se ne contano sulle dita e ogni anno, per giunta, “scemano”. Per scoprirli bisogna andare apposta a cercarli. “Tanto pochi – osserva…
Month: July 2026
Manzoni e il guazzabuglio del cuore
Nel sondare il mistero profondo delle scelte umane, il filosofo e matematico francese Pascal afferma nei “Pensieri”, che “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”. E’ un mondo a parte quello in cui gravitano – nel segno di un groviglio articolato e spinoso – sentimenti, emozioni, slanci e ritrosie. Il freddo raziocino, che…
Emilio Cecchi e il destino incompiuto
Un alto elogio intriso di rimpianto per un destino rimasto incompiuto. E’ l’elogio di Emilio Cecchi tessuto da Pietro Citati. Pieno di ardore e di inquietudini, di fantasia e di follia, di violenza e di dolcezza, il critico attraversò “con gli occhi vigili e con la mente pronta” lo spettacolo della realtà. Nessuno più di…
Manzoni e il realismo cattolico
E’ il libro più ambizioso e più completo che sia stato scritto sulla realtà dell’Italia dopo la “Divina Commedia”: è il giudizio di Moravia su “I Promessi sposi”. A Boccaccio non interessava scandagliare il fondo dele cose, Machiavelli si limitava ad essere un poeta della politica. Più alti obiettivi animavano il Gran Lombardo che –…
Pavese decadente
In un saggio dedicato a Cesare Pavese, definito “decadente”, Alberto Moravia stabilisce subito un paragone con Giacomo Leopardi. Mentre nel recanatese poesia e vita comunicavano e “si equilibravano e si purificavano a vicenda”, nello scrittore di Santo Stefano Belbo c’è invece “il letterato, prima di tutto e soltanto, così nella vita come nell’opera”. Così il…
Fouché e l’errore di Napoleone
Ha sperimentato un’acre ostilità presso i suoi contemporanei e non ha riscosso giustizia dai posteri, Joseph Fouché, politico acuto e sagace diplomatico, protagonista della vita pubblica della Francia a partire dalla Rivoluzione francese. Ricoprì numerosi ruoli di prestigio, tra i quali spicca quello di ministro della polizia generale del Direttorio della Prima Repubblica. Fu acceso…
Alvaro, poeta del segreto
Corrado Alvaro narratore nasce come “poeta del segreto”, e tale rimarrà nella cifra morale più autentica della sua opera. Che cosa intende per “segreto” il critico Geno Pampaloni in un suo saggio dedicato allo scrittore calabrese? Esso è mistero della natura, delle cose, degli altri, di sé stessi, come pure è “la permanenza” dell’infanzia insidiata…
Carlo Linati e le stringate “prosette”
Una figura un po’ a sé stante. Nel tracciare un profilo di Carlo Linati ne “Ragguagli di Parnaso”, Pietro Pancrazi rileva che lo scrittore acquistò una prima notorietà pubblicando brevi prose nelle riviste di avanguardia, dove convenivano giovani che – pur rappresentando talora tendenze diverse e lontane – avevano in comune carattere di audacia e…
Il ventaglio tra Goldoni e Wilde
Fino a qualche tempo fa il ventaglio viveva in sordina: tendenzialmente agitato, a mo’ di solfeggio, dalle signore, nei più svariati contesti, dai salotti alla metropolitana. Il surriscaldamento del pianeta ha impresso una svolta, elevandolo allo status di “patrimonio” (agognato) di tutti. Oggetto prettamente muliebre, ha varcato il Rubicone, e adesso sono tanti gli uomini…
Moravia e la genesi de “Gli indifferenti”
Istruttive sono le considerazioni di Alberto Moravia sulla genesi de “Gli indifferenti”. Il romanzo fu iniziato nell’ottobre del 1925 e finito nel marzo del 1928. Prima di quest’opera (che lo rese celebre) aveva scritto “parecchio”: tuttavia mai aveva avuto la certezza di “incontrare sé stesso” sotto la penna. “Avevo composto – ricorda – molte poesie,…
