Istruttive sono le considerazioni di Alberto Moravia sulla genesi de “Gli indifferenti”. Il romanzo fu iniziato nell’ottobre del 1925 e finito nel marzo del 1928. Prima di quest’opera (che lo rese celebre) aveva scritto “parecchio”: tuttavia mai aveva avuto la certezza di “incontrare sé stesso” sotto la penna. “Avevo composto – ricorda – molte poesie,…
L’amicizia, singolare, tra Valéry e Gide
Sulla “singolare” amicizia tra André Gide e Paul Valéry si è espresso, con acute osservazioni, Mario Luzi. “Nella sua inesauribile curiosità di uomini e di cose – scrive il poeta e critico letterario – Gide fu indotto ad allacciare numerose amicizie, a confessarsi, a espandersi, a interrogare sé e il proprio tempo in vari carteggi,…
Maupassant lettore perspicace della vita
Guy de Maupassant aspetta ancora di essere riconosciuto per quello che è stato: un grande scrittore. All’autore di “Bel Ami”, Carlo Bo ha reso, in più di un’occasione, un omaggio sentito e vibrante. La sua storia ha “qualcosa di eccezionale”, sottolinea il critico letterario. Infatti l’ispirazione creativa si è consumata in un decennio, dal 1880…
Giovanni Bellini e l’orazione nell’orto
E’ un orto spoglio, non ravvivato da forme di vegetazione, quello dipinto da Giovanni Bellini, tra i più celebri artisti del Rinascimento. Non potrebbe essere altrimenti, trattandosi dell’orto in cui Gesù eleva una preghiera al cielo prima della Passione. Il quadro, intitolato “Orazione nell’orto” e realizzato nel 1459, si ispira alla composizione, omonima, di Andrea…
De Sanctis e la libertà di Catone
Il suicidio fu l’ultima virtù degli antichi, sentenzia Francesco de Sanctis. Nel pieno disfacimento di ogni principio morale e di ogni credenza – afferma il critico – gli antichi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. “Tipo dell’antico suicida è Catone, il…
Thomas Mann tra caos e forma
L’antitesi fra la vita, sana ma banale, e lo spirito che la comprende e raffina, ma la isterilisce, è motivo intensamente dibattuto dalla cultura di fine Ottocento: sarà Thomas Mann con le sue opere principali, da “I Buddenbrook” a “La morte a Venezia” ad elaborare, come epigono, una suprema sintesi di questa temperie. Già il…
Cassola e le cose quotidiane
Nella narrativa contemporanea una delle correnti più vive è stata quella intimistica. Nelle sue espressioni più eloquenti e caratteristiche l’intimismo psicologico si configura come lo strumento di elezione per indagare capillarmente gli stati di coscienza nelle diverse e articolate sfumature. E’ un’analisi portata spesso al limite dell’inconsapevole e del torbido, in una evocazione vibrante di…
Camus e il vecchio
E’ lucida, addirittura spietata, l’analisi della solitudine di un vecchio condotta da Albert Camus nella raccolta di saggi “Il rovescio e il diritto” (1935-1936). Seduto intorno a un tavolo insieme a tre giovani, il protagonista – per vincere la divorante ansia di essere solo e di sentirsi solo – si lancia nel racconto della sua…
Proust e la “Ronda di notte”
Scrivendo al poeta e disegnatore Jean Cocteau riguardo alla “Ricerca del tempo perduto”, Marcel Proust dichiarava: “Il mio libro è come un dipinto”. Appassionato di pittura, alla stregua di Baudelaire mirava a tradurre in parole i colori, nonché le vibrazioni e i riverberi, sul piano lessicale, da esse derivanti. Un’impresa ambiziosa, che spiega la sua…
Il berretto di Charles Bovary
Nel raccomandare la massima adesione al vero, Flaubert invitò il suo discepolo Maupassant a scegliere un certo albero cercando di descriverlo con tale precisione che il lettore non lo potesse confondere con nessun altro albero della zona. Una raccomandazione che esemplarmente s’inserisce nei canoni, tesi all’estremo, della tradizione naturalista. Lo stesso Flaubert, ligio alla riproduzione…
