C’è un passaggio ne “La coscienza di Zeno” in cui la capacità descrittiva di Italo Svevo raggiunge l’eccellenza. Il padre del protagonista è sul letto di morte, la situazione è disperata, ma il figlio – anche per riscattarsi dall’atteggiamento freddo e scostante avuto negli anni passati verso il genitore – compie ogni sforzo per ritardare…
Author: Gabriele
Manzoni e i panni in Arno
A Claude Fauriel, illustre storico, nonché suo amico, Manzoni chiedeva – durante la laboriosa gestazione dei “Promessi sposi” – dove potesse trovare una lingua italiana semplice, discorsiva, di agevole fruizione per tutti. Si trattava di un interrogativo non retorico, ma di importanza vitale poiché in quell’epoca infuriavano aspre diatribe riguardo alla questione legata all’adozione di…
Cardarelli e Pascoli dialettale
Solo un poeta dialettale, “nella più ragionevoli delle ipotesi”: non fa sconti a Giovanni Pascoli, con un brusco piglio, Vincenzo Cardarelli. In “Viaggi nel tempo” (raccolta di prose e di liriche) lo scrittore contesta ad una delle figure più note della letteratura italiana una povera ed esangue individualità di linguaggio e di stile metrico. “Da…
Verga, scrittore di transizione
Giovanni Verga è uno degli scrittori più inquieti e tormentati della letteratura italiana: è la perentoria affermazione formulata dal critico Romano Luperini, il quale rileva che l’opera dello scrittore siciliano sembra non avere una precisa coerenza di svolgimento. La sua è una ricerca artistica che “procede a balzi, incerta e contraddittoria”. Una ricerca così travagliata…
Bacchelli e i mulini superstiti
Risuona come un inno di lode il prologo del romanzo di Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po”. Un inno il cui spartito ha anche una nota di denuncia. Vicino al fiume di mulini se ne contano sulle dita e ogni anno, per giunta, “scemano”. Per scoprirli bisogna andare apposta a cercarli. “Tanto pochi – osserva…
Manzoni e il guazzabuglio del cuore
Nel sondare il mistero profondo delle scelte umane, il filosofo e matematico francese Pascal afferma nei “Pensieri”, che “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”. E’ un mondo a parte quello in cui gravitano – nel segno di un groviglio articolato e spinoso – sentimenti, emozioni, slanci e ritrosie. Il freddo raziocino, che…
Emilio Cecchi e il destino incompiuto
Un alto elogio intriso di rimpianto per un destino rimasto incompiuto. E’ l’elogio di Emilio Cecchi tessuto da Pietro Citati. Pieno di ardore e di inquietudini, di fantasia e di follia, di violenza e di dolcezza, il critico attraversò “con gli occhi vigili e con la mente pronta” lo spettacolo della realtà. Nessuno più di…
Manzoni e il realismo cattolico
E’ il libro più ambizioso e più completo che sia stato scritto sulla realtà dell’Italia dopo la “Divina Commedia”: è il giudizio di Moravia su “I Promessi sposi”. A Boccaccio non interessava scandagliare il fondo dele cose, Machiavelli si limitava ad essere un poeta della politica. Più alti obiettivi animavano il Gran Lombardo che –…
Pavese decadente
In un saggio dedicato a Cesare Pavese, definito “decadente”, Alberto Moravia stabilisce subito un paragone con Giacomo Leopardi. Mentre nel recanatese poesia e vita comunicavano e “si equilibravano e si purificavano a vicenda”, nello scrittore di Santo Stefano Belbo c’è invece “il letterato, prima di tutto e soltanto, così nella vita come nell’opera”. Così il…
Fouché e l’errore di Napoleone
Ha sperimentato un’acre ostilità presso i suoi contemporanei e non ha riscosso giustizia dai posteri, Joseph Fouché, politico acuto e sagace diplomatico, protagonista della vita pubblica della Francia a partire dalla Rivoluzione francese. Ricoprì numerosi ruoli di prestigio, tra i quali spicca quello di ministro della polizia generale del Direttorio della Prima Repubblica. Fu acceso…
